Nel corso del 1500, le prime sepolture dei "fratelli" della Misericordia
avvenivano proprio davanti alla sede di piazza del Duomo. La riforma di
Pietro Leopoldo del 1784, che proibiva le inumazioni nei centri abitati,
obbligò la Confraternita a cercare altri siti dove dare sepoltura ai
propri ascritti. Nel 1824 ottenne, a tale scopo, la concessione del
Cimitero dei Pinti situato nell'attuale piazza Conti. Verso la fine
dell'800, però, anche questo cimitero era completamente inglobato nella
città e l'impossibilità di espandersi ulteriormente, spinse la
Misericordia di Firenze a decidere per la costruzione di uno nuovo. Dopo
varie ipotesi fu acquistato un terreno, lontano dall'abitato, e si dette
inizio alla costruzione del cimitero di Soffiano. La prima pietra,
benedetta dal cardinale Agostino Bausa, fu posta il 31 maggio 1896;
mentre l'inaugurazione ufficiale avvenne il 5 giugno 1898. Il primo
progetto, a pianta quasi quadrata (102 x 96) fu dell'ingegner
Michelangelo Maiorfi, sepolto nello stesso cimitero di Soffiano, dove ha
realizzato anche la cappella Torrigiani. Nel corso degli anni si sono
susseguiti molti professionisti che hanno curato i vari ampliamenti
della struttura.
Fra questi meritano menzione: l'architetto Giovanni Paciarelli che
assunse la direzione dei lavori nel 1917 e dette una veste
architettonica unitaria al Cimitero; l'ingegner Luigi Buonamici che
progettò l'ala sud; l'ingegner Mario Raddi che nel 1938 progettò sia la
Sezione Nord I che la prima delle Sezioni Ovest; l'architetto Primo
Saccardi che realizzò la seconda e la terza delle Sezioni Ovest. Negli
anni '70 si cominciò ad avvertire l'esigenza di un ulteriore ampliamento
del Cimitero, ma solo nel 1984 il Comune di Firenze rilasciò la relativa
concessione edilizia. Il primo progetto è stato dell'architetto
Alessandro Grassellini che ha diretto i lavori per la realizzazione dei
lotti A e B; successivamente la direzione dei lavori – ancora in parte
in fase di realizzazione – è stata assegnata all'ingegner Leonardo
Morozzi.
All'interno del Cimitero di Soffiano si trovano numerose opere
d'interesse artistico.
Domenica 25 ottobre 1959 il cardinale Elia Dalla Costa benedisse la
grande statua del redentore, in marmo bianco di Carrara, collocata
all'ingresso del cimitero, davanti al sepolcreto centrale, opera dello
scultore Rinaldo Rinaldi, allievo prediletto del Canova.
Sempre all'ingresso si trovano due monumenti particolarmente
interessanti: uno è dello scultore Varlecchi, mentre l'altro è di autore
ignoto.
A fianco, uno accanto all'altro, l'inconfondibile monumento del notaio
Giuseppe Balenotti, opera dello scultore Raffaello Romanelli e la tomba
del Romanelli stesso, dominata da un grandioso crocifisso, da lui stesso
realizzato per la sepoltura. Di seguito, il ricordo del tenente Vincenzo
Marras, combattente per le guerre di indipendenza, opera dello scultore
Gadali.
A destra dell'ingresso del sepolcreto centrale la tomba della famiglia
Presenti Barile con una statua in bronzo di donna, opera del Calducci, e
la tomba del comandante dei pompieri Augusto Valdesi costituita da un
unico blocco di pietra che, nell'agosto del 1920 sacrificò la propria
vita per evitare una più tragica esplosione in occasione dell'incendio
della polveriera di Firenze.
Nelle cappelle gentilizie si trovano affreschi, mosaici ed arredi sacri
risalenti all'inizio del secolo scorso, di ottima fattura artigianale.
Di notevole pregio nella cappella Antinori di Brindisi gli affreschi
raffiguranti il Creatore e scene bibliche, nonché un crocifisso in marmo
opera dello scultore Romanelli. Nella cappella Barni, di notevole valore
è la statua della Pietà dello scultore Mario Moschi che, fra le altre
cose, ha realizzato anche i bassorilievi sulla campana numero 3
"L'Apostolica" del campanile di Giotto a Firenze.