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 CIMITERO DI SOFFIANO
Cimitero di Soffiano
Via di Soffiano 190, 50143 Firenze - Tel. 055 710188

ORARI DI APERTURA DEL CIMITERO DI SOFFIANO
L'ingresso al cimitero terminerà 30 minuti prima dell'orario di chiusura.
Dal 1 Aprile al 30 Settembre
Feriali: 8.00-12.00 / 15.00-18.00
Festivi: 8.00-12.30

Dal 1 Ottobre al 31 Marzo
Feriali: 8.00-12.00 / 14.00-17.00
Festivi: 8.00-12.30

Ultima domenica di Ottobre
8.00-17.30 ininterrotto

1 Novembre
8.00-18.00 ininterrotto

2 Novembre
8.00-17.30 ininterrotto

CENNI STORICI

Nel corso del 1500, le prime sepolture dei "fratelli" della Misericordia avvenivano proprio davanti alla sede di piazza del Duomo. La riforma di Pietro Leopoldo del 1784, che proibiva le inumazioni nei centri abitati, obbligò la Confraternita a cercare altri siti dove dare sepoltura ai propri ascritti. Nel 1824 ottenne, a tale scopo, la concessione del Cimitero dei Pinti situato nell'attuale piazza Conti. Verso la fine dell'800, però, anche questo cimitero era completamente inglobato nella città e l'impossibilità di espandersi ulteriormente, spinse la Misericordia di Firenze a decidere per la costruzione di uno nuovo. Dopo varie ipotesi fu acquistato un terreno, lontano dall'abitato, e si dette inizio alla costruzione del cimitero di Soffiano. La prima pietra, benedetta dal cardinale Agostino Bausa, fu posta il 31 maggio 1896; mentre l'inaugurazione ufficiale avvenne il 5 giugno 1898. Il primo progetto, a pianta quasi quadrata (102 x 96) fu dell'ingegner Michelangelo Maiorfi, sepolto nello stesso cimitero di Soffiano, dove ha realizzato anche la cappella Torrigiani. Nel corso degli anni si sono susseguiti molti professionisti che hanno curato i vari ampliamenti della struttura.

Fra questi meritano menzione: l'architetto Giovanni Paciarelli che assunse la direzione dei lavori nel 1917 e dette una veste architettonica unitaria al Cimitero; l'ingegner Luigi Buonamici che progettò l'ala sud; l'ingegner Mario Raddi che nel 1938 progettò sia la Sezione Nord I che la prima delle Sezioni Ovest; l'architetto Primo Saccardi che realizzò la seconda e la terza delle Sezioni Ovest. Negli anni '70 si cominciò ad avvertire l'esigenza di un ulteriore ampliamento del Cimitero, ma solo nel 1984 il Comune di Firenze rilasciò la relativa concessione edilizia. Il primo progetto è stato dell'architetto Alessandro Grassellini che ha diretto i lavori per la realizzazione dei lotti A e B; successivamente la direzione dei lavori – ancora in parte in fase di realizzazione – è stata assegnata all'ingegner Leonardo Morozzi.

All'interno del Cimitero di Soffiano si trovano numerose opere d'interesse artistico.

Domenica 25 ottobre 1959 il cardinale Elia Dalla Costa benedisse la grande statua del redentore, in marmo bianco di Carrara, collocata all'ingresso del cimitero, davanti al sepolcreto centrale, opera dello scultore Rinaldo Rinaldi, allievo prediletto del Canova.
Sempre all'ingresso si trovano due monumenti particolarmente interessanti: uno è dello scultore Varlecchi, mentre l'altro è di autore ignoto.

A fianco, uno accanto all'altro, l'inconfondibile monumento del notaio Giuseppe Balenotti, opera dello scultore Raffaello Romanelli e la tomba del Romanelli stesso, dominata da un grandioso crocifisso, da lui stesso realizzato per la sepoltura. Di seguito, il ricordo del tenente Vincenzo Marras, combattente per le guerre di indipendenza, opera dello scultore Gadali.

A destra dell'ingresso del sepolcreto centrale la tomba della famiglia Presenti Barile con una statua in bronzo di donna, opera del Calducci, e la tomba del comandante dei pompieri Augusto Valdesi costituita da un unico blocco di pietra che, nell'agosto del 1920 sacrificò la propria vita per evitare una più tragica esplosione in occasione dell'incendio della polveriera di Firenze.

Nelle cappelle gentilizie si trovano affreschi, mosaici ed arredi sacri risalenti all'inizio del secolo scorso, di ottima fattura artigianale.

Di notevole pregio nella cappella Antinori di Brindisi gli affreschi raffiguranti il Creatore e scene bibliche, nonché un crocifisso in marmo opera dello scultore Romanelli. Nella cappella Barni, di notevole valore è la statua della Pietà dello scultore Mario Moschi che, fra le altre cose, ha realizzato anche i bassorilievi sulla campana numero 3 "L'Apostolica" del campanile di Giotto a Firenze.

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