
Anche a Firenze aumenta di giorno in giorno il numero dei “nuovi poveri”,
cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese: fenomeni di povertà anche “insospettabili” che si insinuano sempre più numerosi nella nostra città e reclamano soprattutto un aiuto alimentare.
Nasce proprio dalla necessità di offrire una risposta alle istanze più drammatiche il servizio alimentare “Le Dodici Ceste”, un programma che la Misericordia di Firenze ha inaugurato il 27 novembre 2008 con l’apertura di un primo punto distributivo alla presenza del Vescovo di Firenze, Monsignor Giuseppe Betori, che ha offerto la sua benedizione ai locali in via Francavilla (
leggi le parole del Provveditore il giorno dell’inaugurazione ).
A un anno dall’apertura del primo punto distributivo il progetto Le 12 Ceste si arricchisce di un nuovo spazio e apre nel Q2 il secondo punto distributivo, a Firenze Sud in via Rocca Tedalda.
“Le Dodici Ceste”,
punto alimentare il cui nome richiama il famoso miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (dal Vangelo secondo Luca), è gestito in collaborazione con l’Associazione Banco Alimentare della Toscana, ed è dotato di tutti i generi alimentari e di altri articoli di prima necessità (quaderni, materiale di cancelleria, vestiti per bambini, coperte, ecc.) per coloro che possono usufruirne mediante tessera a punti.
Il punto è gestito da un responsabile con l’ausilio dei volontari della Misericordia.
Le tessere, rilasciate con dei punti a scalare, sono fornite dalla Misericordia di Firenze e ricaricate mensilmente; sono predisposte in base al fabbisogno del titolare, tenuto presente il numero e la composizione dell’eventuale nucleo familiare, oltre alle necessità personali.
Il negozio, il punto distributivo, permette di entrare in rapporto con le persone e si favorisce la tessitura di rapporti e relazioni solidali che possono facilitare una condizione di responsabilità . Le persone riacquistano anche un modo di fare la spesa che è abitudine stabile e dignità , un gesto carico di significati psicologici ed instaurano un naturale rapporto di fiducia con chi li aiuta senza secondi fini.
I volontari dal canto loro, valutano con attenzione e accuratezza la natura del bisogno e offrono la loro esperienza non soltanto sul piano operativo, ma anche sul piano conoscitivo.